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IL PARROCO
E' IMPAZZITO!

di Gaetano Di Maio

6° CONCORSO TEATRALE AMATORIALE
Teatro Italia - Germignaga/VA
la commedia ha vinto il
Premio Migliore Spettacolo

XXVI PREMIO TEATRALE S. DOMINGO
 la commedia ha vinto il
Premio Migliore Spettacolo
e il
Premio Speciale del Pubblico
a Davide La Camera
e a Rosa Startari
sono stati assegnati i premi
Miglior Attore e Migliore Attrice
della rassegna

7° MEMORIAL GIORDANO PAINI
la commedia ha vinto il
Premio Migliore Spettacolo
e il
Premio Gradimento del Pubblico
a Davide La Camera
è stato assegnato il premio
Miglior Attore Protagonista

PREMIO TEATRO GATAL 2014-15
alla commedia è stato assegnato
il 1° Premio di II° grado


foto L. Rivieccio

(note tratte dal programma di sala)

LA COMMEDIA

A Pietrascura, un paesino di montagna di 3000 anime, il parroco Don Sandro fa di tutto per mantenere viva la fede delle sue pecorelle, anche se questo significa, un po’ troppo spesso, sostituirsi alla Divina Provvidenza facendo passare per miracoli eventi che il sacerdote manipola a fin di bene.

Naturalmente il paese non manca di nutrire qualche diffidenza e i notabili del posto - il Sindaco, l’Avvocato, una Baronessa decaduta e una Nobildonna spiantata, spalleggiati dal Cardinale - sono decisi a vederci chiaro, non sospettando che le loro investigazioni produrranno esiti impensabili ed indesiderati.

Per puro caso? Niente affatto, perché a muovere realmente i fili della vicenda è la machiavellica perpetua di Don Sandro, donna Rosa, che ha il chiodo fisso di regolarizzare con il matrimonio un’unione di fatto, da cui è nato un bambino, tra l’ingenua maestrina del paese e il figlio della Baronessa.

E se tutto questo non bastasse, ad ingarbugliare la storia ci si mette anche Modestino, il sagrestano, eternamente affamato ed inguaribilmente pasticcione…

Un puro distillato di risate!


foto L. Rivieccio

NOTE DI REGIA

Partendo dalla fusione di antichi ed infallibili meccanismi comici propri della commedia di situazione e della commedia di carattere, la vicenda mette sotto una luce corrosiva l’ipocrisia della pretesa fede religiosa di alcuni ceti sociali, ostentata solo per puro opportunismo.

Con l’ironia tipica dei testi di Di Maio, ed elevando al rango di paradigma la piccola storia di uno sperduto paese dall’emblematico nome di Pietrascura, la commedia mette in berlina le beghe e gli interessi di bottega, le invidie e le maldicenze, l’attaccamento ai privilegi e il perbenismo di facciata della società, ovunque essa celebri i suoi usurati riti, nella grande metropoli come nel remoto paesello.

Ma, oltre ad esercitare questa pungente critica, la commedia insegna che il sopruso si può combattere con successo, e che il destino è solamente una parola vuota se si sceglie di agire con ferma determinazione per mutare il corso di ciò che solo in apparenza è predestinato.


foto L. Rivieccio 

L'AUTORE

Gaetano Di Maio (Napoli, 18.8.1927 – 24.3.1991) debuttò come scrittore nel 1948, a ventun'anni, dopo la scomparsa del padre Oscar, autore e attore di celebri sceneggiate. Per anni fu autore delle maggiori compagnie napoletane e scrisse anche canzoni partecipando con successo ai Festival della canzone napoletana. Compì il salto di qualità nel 1963, scrivendo per Nino Taranto la commedia “Avendo potendo pagando” che ebbe in tutt'Italia un grandissimo successo. Ancora per Nino Taranto, compose la serie Michele Settespiriti, cinque atti unici per la RAI.

Poi per quasi dieci anni Di Maio tornò al suo vecchio lavoro e nel 1972 debuttò al Teatro Sannazaro di Napoli con “La Fortuna ha messo gli occhiali”, ripresa con varie modifiche nella stagione '88-89 col titolo “14 'o pittore e 22 'a pazza”. Altro grande successo fu “Mpriestame a mugliereta” (Prestami tua moglie), replicata per duecento sere e poi proposta a Parigi dal noto mimo Jacques Fabri. Poi fu la volta della più complessa ed importante “Nu paese mmieze 'e guaie” (Un paese nei guai), ripresa e modificata nella stagione '89-90 col titolo “E' asciuto pazzo 'o parrucchiano” (E' impazzito il parroco), che ebbe un grande successo di pubblico e di critica. Ma i lavori del Di Maio sono tanti da rendere impossibile una completa elencazione, anche se non vanno dimenticati il noir comico “Il morto sta bene in salute”, la divertente e umanamente impegnata “Arezzo 29 in tre minuti”, la spettacolare rielaborazione del classico testo di Aristofane “Lisistrata”, che ebbe uno straordinario successo al Teatro Grande di Pompei, “Le donne al Parlamento”, ispirata al testo aristofaneo.

Ma Gaetano Di Maio non fu solo un grande autore di teatro, ben saldo nella grande tradizione del teatro comico italiano e assieme innovatore nei tempi, nella tecnica, nell'ispirazione. Fu anche un grande poeta in lingua. Lasciò infatti una raccolta di poesie dal titolo “Verranno amici”. Dopo la sua morte si è arricchita la lunga bibliografia di recensioni giornalistiche e di saggi che cercano di mettere a fuoco l'intero percorso della drammaturgia del Di Maio come anche della sua opera di poeta forte, intenso e colto. Vanno ricordati i saggi di Ernesto Paolozzi, Enrico Fiore e Renato Filippelli comparsi sulla prestigiosa rivista "Nord e Sud"; il volume di G.Battista Nazzaro, Dibattito col poeta, in cui Di Maio viene inserito fra i poeti più rappresentativi della seconda metà del ‘900; la recensione di Pasquale Martiniello, sulla rivista "Nuovo Meridionalismo", e la complessa e penetrante Prefazione di Giuseppe Di Costanzo al volume di versi.

la locandina dello spettacolo:

 

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Bozzetto di Grazia Carrera:
Modestino vestito a festa


Bozzetto di Grazia Carrera:
La baronessa

Bozzetto di Grazia Carrera:
Ninetta

Bozzetto di Grazia Carrera:
Il Cardinale