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 foto della
commedia

 

MISERIA BELLA

un atto unico di Peppino De Filippo
l'irresistibile comicità di un maestro della risata!

6° CONCORSO "ARTISTI IN VETRINA"
organizzato nel 2017 da
Pro Loco Cologno Monzese, Auser, F.I.T.A.
 la commedia ha vinto il
Premio Migliore Spettacolo
e il
Premio Gradimento del Pubblico


foto L. Rivieccio

LA  COMMEDIA

In Miseria bella (1931), farsa in un atto, sono di turno due artisti
squattrinati ed affamati, Eduardo (scultore) e Vittorio (pittore) che vedono
crescere i morsi dilanianti del loro mai appagato appetito, a furia di sentir
parlare di cibo dai loro visitatori, quasi a rischio di svenire nel veder mangiare,
dinanzi a loro, a quattro palmenti e con sadica soddisfazione, l’odioso Melasecca,
pronti a buttarsi infine, presi dalla disperazione, su dei cioccolatini dimenticati
in giro da una distratta visitatrice. Con esiti non proprio desiderabili…


foto L. Rivieccio

NOTE A MARGINE DEL TESTO

L'arte, e il suo indesiderato quanto ricorrente corollario di miseria e di fame,
sono gli elementi intorno ai quali prende forma l'architettura di questa farsa.
Vi ritroviamo temi ed esiti ricorrenti nella produzione drammaturgica di
Peppino De Filippo: l'esercizio mai gratificante di un'arte, l'inesorabile condanna
dell'artista di turno all'indigenza cui lo condannano le sue scelte di vita,
una conclusione della vicenda che, immancabilmente, vede il protagonista
piombare in una situazione ancora peggiore di quella in cui versava all'inizio
della storia. E' un po' la summa  di quell'umorismo "nero" che ha sempre
permeato la produzione dell'autore, che ha creato, non diciamo commedie,
ma addirittura farse, dalle quali il lieto fine è sistematicamente bandito.


foto L. Rivieccio


foto L. Rivieccio

 

 

l'autore in una foto
degli anni in cui
scriveva "Miseria bella"
e in una caricatura del
vignettista Pompei