i luoghi
della
commedia
foto V. La Camera


Napoli - Il "Rettifilo"


Napoli - Via Mezzocannone


Napoli - Largo Banchi Nuovi


Napoli - Via Calabritto


Napoli - Via Toledo

SABATO, DOMENICA
E LUNEDI'

3 atti di Eduardo De Filippo
regia di Vincenzo La Camera

EL BICOCCHIN D'OR - 23a EDIZIONE 2014/15
 
la commedia ha vinto il
Premio Migliore Spettacolo

SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO TEATRALE
"SAN GIORGIO IN SCENA" Stagione 2014/15:

la commedia ha vinto il
Premio Migliore Spettacolo
a Rosa Startari e Vincenzo La Camera
sono stati assegnati i premi
Migliore Attrice e Miglior Attore Protagonisti


PREMIO TEATRO GATaL per la Stagione 2013/14:
alla commedia sono stati assegnati il
Premio di Eccellenza
quale migliore spettacolo della stagione e il
1° Premio di 1° grado

leggi la recensione di Roberto Zago

leggi la recensione di Elena Bianco


Napoli, Via San Sebastiano. Foto V. La Camera

(note tratte dal programma di sala)

LA COMMEDIA

In una scena essenziale e stilizzata nei toni chiari del grigio, quasi senza mobili né fronzoli, con una sobrietà che guida lo spettatore a concentrarsi soprattutto sul lavoro degli attori, la commedia si svolge nei tre giorni del titolo.

Il sabato Rosa prepara il ragù per il grande pranzo della domenica. Peppino, marito di Rosa e uomo ormai di una certa età, si sente trascurato dalla moglie e nutre per lei, che pure è abbastanza avanti negli anni, una morbosa quanto immotivata gelosia. Gli sembra infatti che Luigi, loro vicino di casa e amico di famiglia, usi troppe cortesie nei confronti di Rosa.

La domenica, durante il pranzo festivo al quale viene invitato anche Luigi con la moglie, Peppino non riesce più a stare zitto e denuncia la presunta tresca fra sua moglie e il vicino. A Rosa prende un collasso. E’ Giulianella, la figlia di Rosa e Peppino, ad aprire gli occhi al padre, dimostrandogli che fra lui e Rosa non vi è mai stata in effetti una vera comunicazione; ognuno di loro i “rospi” se li è sempre tenuti dentro ed ognuno dei due ha mal interpretato gli atteggiamenti dell’altro.

Il lunedì, sembra il giorno della pace: tra Peppino e Luigi e tra Peppino e Rosa, che tornano a parlarsi; il passato li unisce ancora con la forza e la tenerezza dei ricordi. Il lunedì, insomma, la vita torna in apparenza alla normalità. Ciascuno riprende a fare ciò che ha sempre fatto, si torna al lavoro, alla “tarantella” del lunedì, ma qualcosa di indecifrabile è mutato.

Fino a che punto ognuno è libero di immaginarlo, dato che il finale suggerisce nuove e imprevedibili possibilità...


L'articolo pubblicato da IL GIORNO il 23 aprile 2014 - clicca per ingrandire 

NOTE DI REGIA

A Napoli, negli anni ’60, cominciava l’esodo dai vicoli, in una prima fase del cosiddetto benessere che spingeva tutti verso una modernità di massa, fatta di case “nuove”, spazi commerciali, strade larghe e alberate, illuminazione urbana, mezzi pubblici. Il tufo veniva fagocitato dal cemento della speculazione edilizia, il legno e il marmo venivano sostituiti da nuovi materiali come la plastica e la formica. Erano anni di crescita economica e di disorientamento morale per quel ceto medio o piccolo borghese che andava definendo la propria identità.

“Sabato, domenica e lunedi”, pur appartenendo a una dimensione corale, polifonica, è una commedia intimista che invita a riflettere sugli effetti devastanti di certi silenzi stagnanti tra le mura domestiche. E la vicenda assurge a simbolo della profonda fragilità che minava la società di quel periodo. Per Eduardo, la famiglia è uno specchio della società, a sua volta interessata da profonde e rapide mutazioni: dalla seconda guerra era nata un’altra Napoli, con nuove immagini di sé che, sostituendo quelle precedenti, modificavano la relazione con il passato.

 Nell’emblematica vicenda dei Priore, la famiglia (o la società), in anni in cui si cercavano strade percorribili per uscire dalla precarietà postbellica, aveva davanti a sé due possibili direttrici: sul piano “pubblico”, quello del lavoro e più in generale delle relazioni esterne, la stipula di un solido patto tra l’esperienza del passato, ovvero la memoria di ciò che si era stati, e le idee innovative, il coraggio di rischiare, la voglia di fondare una nuova esistenza; sul piano “privato” o degli “affetti”, il superamento dell’“afasia” (o della guerra, con la sua logica di pura sopravvivenza) attraverso il recupero di un dialogo per troppo tempo interrotto, la riscoperta di una sincerità di accenti troppo a lungo messa da parte. La notte calata sul matrimonio dei Priore, e la conseguente esplosione di rancori violenti e irragionevoli, anche quando sembra dissiparsi lascia dietro di sé personaggi “smarriti”.

Nel lunedi della commedia – così come, con la fatica quotidiana e sotto il peso del trauma identitario subito con il conflitto mondiale, la città era tornata alla vita ricostruita del dopoguerra – la famiglia Priore si sforza, con ferite più o meno profonde mascherate dalla convenzionale “normalità” del ritorno agli impegni sociali, di ricostruire una possibile quanto fragile quotidianità dopo il dramma scoppiato la domenica. Con la crepuscolare consapevolezza che “l’armonia” di un tempo è ormai “perduta”, senza che ne sia stata ricreata un’altra che offra solide garanzie.


L'articolo pubblicato da IL GIORNO il 3 aprile 2014 - clicca per ingrandire 

L'AUTORE

Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 maggio del 1900, figlio naturale del celeberrimo Eduardo Scarpetta. Calca le scene sin dai primi anni di vita e compare regolarmente in piccoli ruoli nelle messinscene della compagnia del padre. Dal 1914 al 1930 è nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, suoi abituali compagni di scena sono i fratelli Titina e Peppino. Gli anni Venti rendono Eduardo consapevole di due ulteriori talenti, che si affiancano alle già palesi doti di attore: infatti, mentre continua a recitare, scrive le sue prime drammaturgie e si cimenta nella regia, non nascondendo una insoddisfazione crescente, una progressiva insofferenza nei rispetti di un tipo di teatro che sente sorpassato. Si fa forte il desiderio di fondare con i fratelli una compagnia autonoma; desiderio che realizza nel 1931, creando la compagnia Teatro Umoristico di Eduardo De Filippo, presto ribattezzata Teatro Umoristico i De Filippo, che conquista rapidamente il crescente favore del pubblico e l’attenzione della critica nazionale.

Al 1935 risale l’incontro fondamentale con la drammaturgia pirandelliana; intanto la popolarità dei De Filippo li rende oggetto d’attenzione anche da parte delle case di produzione cinematografica. Nel dicembre 1944 Eduardo fonda la nuova compagnia Il teatro di Eduardo, in cui recita Titina. Si fa pressante in questo periodo la vocazione a dar voce al tragico quotidiano che intesse gran parte della drammaturgia eduardiana. È dell’anno successivo Napoli milionaria, che, a conflitto ancora in corso, ne denuncia gli effetti devastanti. La seconda metà degli anni Quaranta è ricca di capolavori: nel 1946 Questi fantasmi e Filumena Marturano, sul problema allora attualissimo dei figli illegittimi; nel 1947 Le bugie con le gambe lunghe e nel 1948 La grande magia, Le voci di dentro e La paura numero uno.

Dopo che nel 1959 vede la luce Sabato, domenica e lunedi, negli anni Sessanta la carriera teatrale di Eduardo prosegue accanto a quella cinematografica e si congiunge a quella televisiva. Sono di quegli anni Il Sindaco del Rione Sanità (1960), L’arte della commedia (1965) e Il contratto (1967). L’ultima commedia scritta da Eduardo è Gli esami non finiscono mai, del 1973. Con gli anni Ottanta, la leggenda eduardiana trova conferme e riconoscimenti. Dopo il “Premio internazionale Feltrinelli” e due lauree honoris causa, nel 1981 Eduardo è nominato senatore a vita. La sua carriera, toccati e mai più abbandonati i massimi vertici, giunge a conclusione con la morte avvenuta il 31 ottobre 1984.


Vincenzo La Camera e Rosa Startari
ritirano il Premio Migliore Spettacolo dell'anno 2013-14 assegnato alla commedia.
Foto L. Rivieccio


Alla serata di premiazione della Seconda Edizione del Concorso Teatrale "San Giorgio in scena" 2014-15
Rosa Startari e Vincenzo La Camera
ricevono i premi Migliore spettacolo, Migliore attrice protagonista e Miglior attore protagonista
Foto L. Rivieccio

la locandina del debutto:
11, 12 e 13 aprile 2014

 

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Eduardo De Filippo in un dipinto di Gregorio Sciltian


Teatro Quirino di Roma - 1959
Tennessee Williams alla prima di
Sabato, domenica e lunedi

Eduardo De Filippo nell'edizione
televisiva della commedia del 1962,
da molto tempo andata perduta

La locandina del debutto nel 1959


Alba Pellegrino, Gerardo Notari e Anna Cirulli
ritirano il Primo Premio di I° grado Sezione Prosa
assegnato alla commedia.
Foto L. Rivieccio