coordinamento di Linda Mangiaracina



Questa sezione è destinata alla pubblicazione di articoli ed approfondimenti su specifici temi, frutto anche del confronto permanente di idee all'interno della nostra compagnia e delle riflessioni individualmente elaborate dai suoi componenti. Nelle nostre intenzioni, essi sono destinati non solo agli addetti ai lavori, a chi il teatro lo "fa", ma anche a chi il teatro lo segue da spettatore. Siamo convinti infatti che l'evento teatrale esista nella sua pienezza solo quando è frutto di un incontro, di un momento di forte interazione fra gli attori e il pubblico, ed è per questo che il nostro spettatore ideale è qualcuno che con noi condivida idee, dubbi, curiosità, ma anche un linguaggio e una conoscenza degli aspetti tecnici e delle questioni teoriche, per poter più consapevolmente partecipare "dal di dentro" allo spettacolo. 

I contenuti di questa sezione, prodotti da Il Socco e la Maschera, sono messi a disposizione di tutti gli interessati e liberamente fruibili.
Ci affidiamo alla vostra sensibilità affinché, nell'ipotesi di un loro eventuale utilizzo, venga citata la fonte della loro provenienza. Grazie

UN DRAMATURG FILODRAMMATICO
Rosa Startari
Chi è il dramaturg? La figura, nata in Germania nel corso del Settecento e in Italia pressoché sconosciuta fino a ieri, collabora con il capocomico (poi con il regista o con l’attore-regista) nell’elaborazione del testo o della partitura da recitare attraverso un lavoro molto stretto con gli attori. Ancor oggi, da noi, il ruolo non è definito con precisione, ma certamente si tratta di una figura di professionista del teatro. In queste note, l'autrice ne descrive in dettaglio il lavoro e il perimetro della sua interazione con gli altri soggetti che concorrono alla produzione del fatto teatrale. In particolare, prova ad interrogarsi sulle possibilità che un simile ruolo trovi efficacemente spazio nella dimensione tipica del teatro amatoriale, assottigliando la distanza che lo separa da più qualificate esperienze professionistiche 

IL METODO STANISLAVSKIJ
Gerardo Notari
Konstantin Sergeevič Alekseev (1863-1938), meglio conosciuto come Stanislavskij, attore e regista, com'è noto fu anche il teorico di un metodo che ancora oggi si insegna nelle scuole di recitazione di tutto il mondo. La sua popolarità, lungi dal diminuire, dopo la morte è andata sempre crescendo, fino alla nuova fioritura di iniziative editoriali che si è registrata anche in questi anni più recenti. I due testi più noti, fra quelli di cui è autore, sono "Il lavoro dell'attore su sé stesso" e "Il lavoro dell'attore sul personaggio". Gerardo Notari ha curato una raccolta di schede che si propongono come "assaggio" dell'opera del Maestro, come primo approccio ai suoi testi, nella speranza di suscitare in chi non li abbia ancora letti la curiosità di approfondirli, avviando così la conoscenza di un insegnamento che non può mancare nella formazione di un attore.

LA REGIA TEATRALE
Vincenzo La Camera
Quello del regista è un lavoro che richiede la conoscenza di strumenti specifici per fondere insieme elementi complessi come il testo drammaturgico, lo spazio della scena e gli attori, ma anche la conoscenza di quanto è possibile apprendere sul campo, cioè con la pratica scenica. Con questo contributo, Vincenzo La Camera ha inteso mettere a disposizione degli aspiranti registi, o di registi alle loro prime esperienze, uno strumento di orientamento al complicato lavoro da svolgere, in molteplici direzioni, per poter arrivare dalla prima ideazione di un allestimento alla definitiva messinscena. Lo scritto che qui viene presentato è stato pubblicato, in quattro puntate, nella rivista del GATaL "TEATRO" (nn. 19-22/2009). Ringraziamo la Direzione della rivista per aver cortesemente autorizzato la presente pubblicazione.