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La nostra Compagnia è nata nel 2004, dall'incontro di alcune persone appassionate di teatro, alcune delle quali provenienti da altre esperienze, altre al loro primo incontro con le tavole del palcoscenico.
Dopo aver consolidato la propria organizzazione e dopo aver assunto, sotto il profilo artistico, una sua specifica connotazione che la vede particolarmente incline al genere comico-brillante, il 3 giugno 2008 "Il Socco e la Maschera" si è costituita in associazione non riconosciuta, senza scopo di lucro, dandosi uno statuto e degli organi sociali.
Attualmente la Compagnia opera con il patrocinio del C.A.S.C. Centro per l'Assistenza Sociale e Culturale dei dipendenti della Banca d'Italia, e aderisce al G.A.T.a.L. Gruppo Attività Teatrale amatoriale della Lombardia. Ha la propria sede a Segrate/MI.
Inoltre la Compagnia è iscritta al n. 94 dell'Albo Comunale delle Associazioni No-Profit, per le sezioni Culturale e Ricreativa, tenuto dal Comune di Segrate.
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Socco, Coturno e Maschera. (da: Ricerche storico-critico-scientifiche, dell’Abate Don Giacinto Amati, Milano, 1829) Ciò che faceva distinguere se una tragedia o commedia si dovesse rappresentare al primo comparir degli attori sulle scene, era il socco ed il coturno. Il socco introdotto col vestiario delle commedie da Eschilo, poeta tragico morto di 69 anni nel 477 avanti l’era cristiana, era una specie di scarpa alta, la quale arrivava sopra il nodo del piede, e che portavasi anche dagli attori nelle antiche commedie. Il coturno era uno stivaletto con zoccolo assai alto di sughero, il quale era distintivo e proprio soltanto degli attori che recitavano nelle tragedie, onde poter comparire più alti e apparentemente più somiglianti agli eroi che rappresentavano: questo stivaletto copriva la maggior parte della gamba, ed era fermato con un legacciolo al disotto del ginocchio. Si crede che Sofocle sia stato l’inventore dei coturni. Siccome da questi calzaretti si distinguevano i drammi che aveansi a recitare, si usò poi fino a noi porre, quasi per epigrafe, o titolo dedicatorio, avanti o sopra il palco scenico, socco et coturno, cioè commedia e tragedia. Il signor Fenelon parlando di tali emblematici distintivi disse che la commedia dee favellare in uno stile più basso e più umile della tragedia, il coturno, dicea, è più alto del socco. Formio Siracusano introdusse le vesti caudate, ed Eschilo suddetto, o, come altri opinano, il poeta Tespi, il quale vivea al tempo di Pitagora, credesi l’inventore della maschera, invece di bruttarsi la faccia con i colori, i quali, oltre di arrecare nocumento a chi ne faceva uso, lasciava non poca difficoltà a pulirsi, restando per tal modo l’attore anche dopo la rappresentazione esposto agli scherni della plebe. Infatti Terenzio cartaginese, dopo i disastri della sua patria, si portò a Roma sapendo che era allora onorata da tanti begli ingegni, ed ivi diede alla luce le sue eruditissime commedie, le quali con popolare entusiasmo vennero ripetutamente rappresentate sulle romane scene, dove gli attori comparvero mascherati. Sebbene non si conosca dalle storie il vero inventore della maschera, sappiamo però come essa fosse presso gli antichi: le loro maschere da teatro erano una specie di elmo, che copriva tutta la testa con barba e capelli negli uomini; e per le donne, con tutti gli ornamenti loro proprj. La maschera non usavasi soltanto in tempo delle rappresentazioni teatrali, ma ben anche nelle solennità religiose e specialmente in tempo delle feste, delle pompe pubbliche e dei giuochi saturnali, dei baccanali, dei trionfi, ed anche nei conviti. Usarono ancora le così dette maschere comiche, aventi cioè doppia faccia, triste da una parte, allegra dall’altra, una vecchia, l’altra giovane, fatte però sempre con singolare maestria ed atte ad eccitare le risa o la compassione.
(da: Dizionario delle favole per uso delle scuole d’Italia, TALIA, una delle nove Muse, presiede alla Commedia, ed alla poesia Lirica. Rappresentasi sotto le sembianze d’una Giovane donna coronata d’edera con una maschera in mano, e i socchi a’ piedi.
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La nostra
Compagnia Il Socco e la Maschera Arrivederci a presto.
Il Socco e la
Maschera, associazione non riconosciuta, PRESIDENTE Vincenzo La Camera VICE PRESIDENTE Gerardo Notari CONSIGLIO DIRETTIVO Vincenzo La Camera |